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Pentima Stalla E Grotte Cave

Pentima Stalla e Grotte Cave da Via Frascati

Finalmente, eccomi di nuovo in cammino. La mia prima escursione dopo che mi ha colpito il Covid-19 (fortunatamente sono stato sempre bene per tutto il periodo dell’isolamento). Decido di intraprendere un percorso dimenticato, non segnato ma a pochi passi da casa, il Fosso di Pentima Stallaper poi risalire fino alle Grotte Cave.

Pentima Stalla
Pentima Stalla

 

Siamo nel territorio del Parco Regionale dei Castelli Romani, immersi nei boschi di Rocca di Papa. Bisogna percorrere Via Frascati fino a raggiungere la cosiddetta Curva di Riccardino, da questa curva a gomito si dirama Via di San Sebastiano che porta al cimitero del paese. Appena si gira su questa strada, subito sulla sinistra si vede chiaramente l’imbocco del sentiero.

Imbocco del sentiero
Imbocco del sentiero

 

Dritto per dritto senza possibilità di errori, percorro questa strada sterrata in mezzo ai boschi fino a raggiungere il letto roccioso del Fosso di Pentima Stalla.  Continuo risalendo il percorso d’acqua, bisogna prestare un po’ di attenzione alle rocce abbastanza scivolose. All’inizio del tragitto c’è anche mio nipote Matteo, che casca inesorabilmente all’interno di una piscinetta inzuppandosi tutto. Sono le 8:00 del mattino e fanno circa – 2 °C lo riaccompagno a casa e torno sul posto. Mi soffermo a lungo sulla piscinetta, dove è caduto Matteo, una delle più belle.

Piscinetta di Matteo
Piscinetta di Matteo

 

Seguo il percorso dell’acqua tra salti e piscinette passando sulle rocce laviche, tipiche del territorio del Vulcano Laziale. Il freddo della notte ha trasformato l’acqua in cristalli di ghiaccio rendendo questo cammino ancora più bello. Il muschio che cresce sopra le rocce, l’acqua e i boschi circostanti ricordano gli scenari più belli di un’ambientazione fantasy.

Ghiaccio sulle rocce
Ghiaccio sulle rocce

 

In poco tempo arrivo fino all’attrazione principale di Pentima Stalla, la Cascata di Mezzo, qui si forma una vera e propria cascata con un salto di oltre 20 metri di altezza. Le pareti di roccia intorno a me sono imponenti ed è impossibile o quasi andare avanti. Sopra questa cascata c’è un piccolo canyon scavato dall’acqua. A Pentima Stalla convergono canalizzazioni antiche e recenti che convogliano la maggior parte delle acque che provengono dai Campi D’Annibale.

Cascata di Mezzo
Cascata di Mezzo

 

Bisogna soffermarsi a fare un’importante riflessione. Oltre a convogliare le acque, il Fosso di Pentima Stalla purtroppo è diventato una vera e propria discarica. Lungo tutto il percorso, la plastica e i rifiuti di ogni genere ormai fanno parte della natura circostante. Anche se il luogo è bellissimo, il totale abbandono e l’immondizia lasciano basiti e perplessi passo dopo passo. Un vero schifo!!! Urge un’opera di valorizzazione, perché, credetemi, un percorso del genere merita una riqualifica…

Cascata secondaria
Cascata secondaria

 

Fino ad adesso il percorso è molto intuitivo anche se non segnato. Torno indietro e mantenendomi sulla destra comincio a risalire i profili del Monte Ara tra Pungitopo e rovi. L’obiettivo è arrivare in un altro sito d’interesse non segnalato in nessuna cartina, le Grotte Cave. Affidandomi alla conoscenza (non così eccezionale) del territorio arrivo sotto queste grotte.

Grotte Cave
Grotte Cave

 

Per visitarle comunque vi consiglio un altro itinerario molto più semplice e più intuitivo. Dai Campi D’Annibale in prossimità della Locanda del Bosco, in Via Rocca Priora, appena finisce la recinsione della locanda sulla sinistra c’è un piccolo sentiero che attraversa il bosco e sbuca ad un bivio, sul Percorso 508. Arrivati a questo bivio bisogna continuare dritti, sempre su un piccolo sentiero non segnato e dopo essere scesi di qualche curva bisogna mantenersi sulla sinistra fino a ritrovarci davanti alle Grotte Cave.

La formazione di queste grotte è da imputare all’azione dell’uomo per estrarre i lapilli di tufo. Anche se alcuni reperti rupestri ipotizzano che queste grosse fossero presenti fin dall’antichità. Comunque queste grotte scavate nella roccia ebbero un’importanza fondamentale durante il periodo della seconda guerra mondiale, in quanto offrivano protezione agli abitanti di Rocca Di Papa che si rifugiavano nei boschi per proteggersi dai bombardamenti.

Rotte Cave
Rotte Cave

 

Vorrei riportare un racconto che conosco molto bene, tratto da Pane Insanguinato a cura di Maria Pia Santangeli:

Mia madre me l’ha sempre raccontanto che a 7 mesi sono rimasto sotto le macerie della nostra casa in Via Cavallotti. Ero solo in casa perché i miei andavano a fare il carbone, dovevano uscire di notte per paura dei tedeschi che rastrellavano gli uomini. Mia madre e mio padre mi portarono alle Grotte Cave. Lì mi sono salvato per miracolo un’altra volta. Una ragazza di quindici anni di nome Leda Acciari –un nome che non posso dimenticare- mi teneva in braccio , quando cominciarono a cadere le granate e lei per proteggermi fu colpita gravemente alle spalle. Non so altro, so soltanto che è morta per salvarmi.

Angelo La Banca

 

Monte Cavo
Monte Cavo

 

Lo scenario che mi trovo davanti è un lungo corridoio scavato nel tufo con la presenza sia sulla destra che sulla sinistra di queste grotte, nascoste nei boschi di Monte Ara. Percorro da nord a sud questo corridoio e continuo a camminare in mezzo al bosco per qualche centinaio di metri prima di riscendere per intercettare sempre la carrabile sterrata del Percorso 508 fino a Via della Molara in prossimità di Fondi Mobili e nuovamente in Via Frascati.

 

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