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Monte Semprevisa

Monte Semprevisa da Pian della Faggeta

Per il Ponte del 2 Giugno, ho deciso di mettere lo zaino in spalla e andare a farmi una bella escursione sulla montagna più alta del gruppo montuoso dei Monti Lepini, nell’antiappennino laziale, il Monte Semprevisa(1536 m).

Verso la cima, Monte Semprevisa
Verso la cima, Monte Semprevisa

 

Raggiungo in macchina il comune di Carpineto Romano e comincio salire fino a raggiungere la zona di Pian della Faggeta dove bisogna lasciare la macchina e continuare a piedi. Imbocco immediatamente una salita sterrata sulla destra, segna l’inizio del percorso LH3 o Anello di Pian della Faggeta. Dopo qualche centinaio di metri, sempre sulla destra, c’è un’insegna che segnala l’inizio del percorso che conduce sul Monte Semprevisa, che si distacca dall’anello per poi ricongiungersi quasi alla fine del cammino. Il paesaggio roccioso, dovuto a fenomeni di dissoluzione carsica, è ricco di fauna semi-selvatica. La presenza di cavalli e bovini, con i loro nitriti e muggiti, è una costante fissa durante l’intero itinerario, una piacevole compagnia.

Cavalli quasi sulla cima
Cavalli quasi sulla cima

 

Una volta svoltato a destra c’è un primissimo tratto scoperto dalla vegetazione arborea, fino ad entrare all’interno di una bellissima faggeta. Il bosco continua fino a raggiungere una radura con un prato erboso. In questo punto ci sono tantissimi cavalli. Il sentiero continua fino ad una sella, questo potrebbe essere l’unico punto dell’itinerario nel quale bisogna prestare attenzione alla segnaletica, poiché ci sono vari percorsi da prendere.

Radura Monte Semprevisa
Radura Monte Semprevisa

 

Per il Monte Semprevisa bisogna girare a sinistra e rientrare nuovamente all’interno della faggeta. Questo è uno dei pezzi più belli. Incomincio a salire la cresta e davanti a me si apre il primo, meraviglioso, punto panoramico che spazia su tutto l’agro pontino.

Punto panoramico, Monte Semprevisa
Punto panoramico, Monte Semprevisa

 

Si continua a salire, sulla destra un panorama mozzafiato e sulla sinistra la faggeta. La presenza di un sasso, chiamato Schiazza di Paolone, indica la direzione per la vetta del monte. Il terreno si fa sempre più roccioso, e si comincia a scorgere la cima della montagna, nominata Cima Nardi in onore dello scalatore Daniele Nardi. Per raggiungere la vetta ci vogliono circa 1:30/2:00 ore con un dislivello di 700 m.

Monte Semprevisa, Cima Nardi
Monte Semprevisa, Cima Nardi

 

Finalmente posso scorgere in totale tranquillità la bellezza del Paesaggio. Dietro di me si ergono le montagne dell’Appennino centrale, a nord i monti del Vulcano Laziale e davanti la visione di tutto l’agro pontino con i Monti Ausoni sulla sinistra e centralmente il promontorio del Circeo che veglia sul Mar Tirreno. Il Monte Semprevisa si colloca precisamente tra il Mar Tirreno e gli Appennini e offre una veduta d’impareggiabile bellezza. Raggiungo la vetta alle 8:30 del mattino, alle 9:00 cominciano ad arrivare altri escursionisti.

Continuo il mio itinerario, e comincio a scendere dal monte percorrendo il sentiero ben segnato che in breve tempo, dopo aver percorso un altro tratto di cresta, mi porta all’interno di un nuovo tratto di faggeta. Il più bello dei tratti di bosco, con degli alberi secolari che creano uno scenario davvero particolare.

Dolce discesa, Monte Semprevisa
Dolce discesa, Monte Semprevisa

 

Adesso mi trovo davanti al tratto più bello in assoluto di tutto il cammino. Il percorso scende in modo molto dolce sul Pian dell’Erdigheta, il bosco scompare nuovamente e percorro dapprima la bellissima cresta, con una visuale stupenda sul Tirreno. Poi si volta a sinistra e arrivo fino alla piana, tra pietre bianche e un verde manto erboso. In questo punto incontro due signori del posto, molto gentili. Mi raccontano che negli ultimi anni questa montagna, un tempo poco conosciuta, è stata presa d’assalto e viene purtroppo poco rispettata.

Peccato la foschia
Peccato la foschia

 

Mi fermo per qualche minuto, raggiunta la dolina, per fare una sosta rigenerante immerso nell’erba verde con una mandria di cavalli a pochi metri da me.

Pian dell'Erdigheta
Pian dell’Erdigheta

 

Il sentiero è quasi terminato, entro nuovamente all’interno del bosco e scendo fino a raggiungere una stradina sterrata dove trovo delle vacche con i vitelli a seguito. Continuo a scendere sempre in mezzo al bosco fino a ricongiungermi con il sentiero iniziale, l’anello di Pian della Faggeta. Volto a destra e dopo qualche chilometro mi ritrovo alla macchina.

Ai piedi del monte
Ai piedi del monte

 

Davvero un percorso consigliato e affascinante dove l’aria fredda degli appennini e la dolce brezza marina del Tirreno s’incontrano…Il luogo dell’appuntamento è il Monte Semprevisa.

 

 

 

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