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Le Terre Di Mia Madre

Lasciamo il Palermitano il 14/08/2019, ci spostiamo per andare nelle “terre di mia madre”, il Giurgintano o Agrigentino. Con molta calma ci prepariamo, e dopo pranzo lasciamo la bellissima costa tirrenica per dirigerci sulla costa mediterranea. La destinazione è Joppolo Giancaxio, un piccolo comune in provincia di Agrigento, paese nativo di mia madre. I miei genitori passano tutte le estati a Joppolo però sono ignari che Alessandra ed io stiamo per arrivare. Una sorpresa.  Sono anni, ripeto anni che non vado a mangiare nella mia gelateria preferita. Prima di arrivare a Joppolo ci fermiamo in un paese confinante, Raffadali molto famosa per la produzione del pistacchio. Inoltre in questa cittadina ci sono le Cuspidi, se vi trovate da queste parte vi consiglio vivamente di andarci, soprattutto per gli amanti dei dolci e dei gelati. Il prodotto che più mi è mancato è il gelato al gusto Pecorino, fatto con latte di pecora e scaglie di cioccolato, un gusto cosi buono non esiste in nessun’altra parte del mondo. Presa la Brioche con il gelato pistacchio e pecorino, molto soddisfacente, ci dirigiamo verso casa.

Appena ci vede mia madre rimane totalmente incredula, un momento molto emozionante. Prendo le chiavi della mia piccolissima casina e mi riaffiorano alla mente vecchi e bellissimi ricordi della mia effimera adolescenza, la più bella che si possa desiderare proprio grazie a quel luogo, quella cittadina di 1000 anime che durante le estati diventava il paese dei balocchi e permetteva a noi giovani ragazzi di diventare elettricità… decidiamo di rintanarci dentro casa e goderci un po’ di riposo e tranquillità.

Valle Dei Templi

L’indomani ce la prendiamo con comodo, pranzo con i parenti (dove si può mangiare ad libitum) che ci tenegono a vederci e porto Alessandra a visitare l’antica Valle dei Templi. Parcheggiamo la macchina e iniziamo la nostra visita dai Giardini della Kolymbetra, una fossa un tempo utilizzata come vasca per la raccolta delle acque, immersa nel cuore della Valle dei Templi. Oggi un bellissimo sito archeologico avvolto completamente dalla natura.

Giardini della Kolymbetra
Giardini della Kolymbetra

 

La kolymbetra è un lussureggiante giardino ricco di specie arbustive ed arboree tipiche della zona: Agrumi, carrubi, pistacchi, mandorli, ulivi, gelsi, melograni, banani, palme nane, allori e ginestre colorano e animano questo angolo senza tempo scavato nella roccia. Attraversato il Giardino della Kolymbetra, passando su un binario non funzionante, che potrebbe essere tranquillamente eliminato, arriviamo al Tempio di Efesto (Tempio di Vulcano). Per vedere questo tempio dovete necessariamente entrare all’interno dei giardini. Risaliamo dalla Kolymbetra e andiamo a visitare gli altri templi. Iniziamo dal Tempio della Concordia, il tempio dorico meglio conservato al mondo. Anche Goethe rimase estasiato alla veduta di questo colosso, definendolo con le seguenti parole:

Tempio della Concordia
Tempio della Concordia

 

Il tempio della Concordia ha resistito ai secoli; la sua linea snella lo approssima al nostro concetto del bello e del gradevole, e a paragone dei templi di Paestum lo si direbbe la figura d’un dio di fronte all’apparizione d’un gigante”.

 Johan Wolfgang Von Goethe, Viaggio in Italia

 

Le colonne che sorreggono il tempio hanno resistito nel corso degli anni alle innumerevoli alterazioni subite dal tempo, portando questo monumento dal popolo greco fino a noi.  Nell’antichità, nell’attuale territorio di Agrigento, sorgeva Akragas una città greca prospera e potente sia economicamente che militarmente. Il filosofo Empedocle che la definì come una città destinata a non morire mai, sicuramente non avrebbe pensato che oggigiorno è uno dei comuni italiani che secondo le città più vivibili d’Italia arriva sempre nelle ultime posizioni. Comunque la Valle dei Templi è un luogo di profonda bellezza, l’ora del tramonto si avvicina e sono proprio questi i momenti migliori della giornata per visitate il più grande sito archeologico del mondo!

Il cammino dal Tempio della Concordia al Tempio di Giunone (Tempio di Hera Lacinia) è per me il più bello, questo tratto ci regala degli scorci sul mare davvero suggestivi immersi in un paesaggio caratterizzato dalla presenza di antichi ruderi e alberi di ulivo secolari. Nell’estremità orientale della valle si erge il Tempio di Giunone, forse il punto per osservare il paesaggio più bello, dato che è il più alto. Nel Tempio di Giunone ci sono i resti dell’altare monumentale dove si celebravano i sacrifici. Il tramonto ce lo godiamo proprio sull’altura dove sorge questo tempio con a sinistra il mar Mediterraneo e davanti gli altri templi. Ritorniamo al Tempio della Concordia, ormai si è fatto sera e si accendono le luci sulla valle che illuminano i templi. Rendono lo scenario ancora più suggestivo. Scattiamo qualche foto e ci dirigiamo al Tempio di Ercole (Tempio di Eracle), del quale sono rimaste soltanto nove colonne interamente ricostruite e restaurate. Il prossimo tempio, o quello che ne rimane, è il Tempio di Giove, ormai ci sono solo i ruderi e la ricostruzione della statua di un Telamone. Il Telamone è una figura greca che sopporta i pilastri del cielo secondo la mitologia. Molto spesso impiegata come oggetto decorativo in colonne e semicolonne, un esempio è o meglio era il Tempio di Giove.

L’ultimo tempio del percorso è il Tempio dei Dioscuri(Tempio di Castore e Polluce) oggetto di una ricostruzione (parziale) avvenuta nell’800 che a me piace particolarmente. Un angolo di tempio molto caratteristico e affascinante.

Tempio dei Dioscuri
Tempio dei Dioscuri

 

La Valle dei Templi è un sito patrimonio UNESCO unico nel suo genere, un posto dove puoi immergerti totalmente e lasciarti trasportare da vecchi miti e culti greci. La vera bellezza è lo scenario nel quale questa popolazione antica ha deciso di far sorgere una delle città più importanti del mediterraneo e ancora oggi  possiamo mirarne gli antichi fasti.

Prima di tornare a casa ci fermiamo alle nostre amate Cuspidi, quanta inimmaginabile gola ha da offrire questa terra.

Torre Salsa

Oggi voglio portare Alessandra in una delle più belle riserve naturalistiche della Sicilia La Riserva Naturale Orientata di Torre Salsa, che ospita un’oasi di proprietà del WWF che si impegna nel salvaguardare la flora e la fauna della zona, soprattutto attrverso il progetto tartarughe. Le tartarughe Caretta Caretta sono proprio il simbolo di questa riserva, dato che sono solite frequentare le spiagge di Torre Salsa per la deposizione delle uova.

Nel vasto territorio della riserva ci sono vari posti dove poter lasciare la macchina per fare qualche trekking e arrivare al mare, alcuni vicinissimi alla spiaggia, altri più lontani. Noi partiamo dalla casetta del WWF e facciamo un bellissimo percorso in mezzo alla natura, un paesaggio caratterizzato dalla presenza di cespugli con delle bellissime formazioni rocciose, le Marne che scendono fino alla spiaggia. Ci sono vari punti di veduta, veramente interessanti per scattare delle bellissime foto. Alla fine del percorso una scalinata in legno che porta direttamente in spiaggia. Questo lato della riserva è il meno accessibile alle persone, infatti non c’è praticamente nessuno a parte qualche nudista che ogni tanto passeggia. Anche in pieno Agosto queste meravigliose spiagge sono semi-deserte. Ci accampiamo ai piedi di una roccia di argilla ed esploriamo la zona. Le acque sono bellissime e molto fredde, c’è molta flora acquatica. Ci rilassiamo tutto il giorno nelle sabbie di questa bellissima riserva. Faccio una passeggiata fino al confine della spiaggia in zona Pantano, la parte più accessibile. Infatti, più mi avvicino a quella zona di spiaggia, più le persone aumentano. Dapprima soltanto nudisti, in seguito qualche piccola compagnia di ragazzi e in prossimità Pantano famiglie e tanta gente. Pantano è l’accesso più raggiungibile data la presenza di un parcheggio lì vicino. Comunque, le acque palustri del Pantano ospitano una specie endemica della Sicilia: la testuggine palustre siciliana (Emys trinacris).

Torno verso l’accampamento e sulla spiaggia mi soffermo a vedere più nel dettaglio un’imbarcazione arenata e abbandonata. Dopo una breve ricerca, scopro che queste barche sono proprio quelle dei migranti che cercano di arrivare su queste tratto di coste poco frequentate per eludere i controlli della guardia costiera.

Alessandra nell’accampamento è intenta a leggere un libro, il tempo di un ultimo bagno e decidiamo di andare a vedere il tramonto sulla cima del promontorio, a qualche centinaia di metri da dove abbiamo lasciato la macchina, per avere una stupenda visuale. Sul monte c’è una piccola casupola, noi ci sediamo dietro. Davanti a noi si vede tutta la riserva di Torre Salsa con il sole che comincia a scendere.

Torre Salsa
Torre Salsa

Mille sfumature di colori pervadono i nostri occhi che brillano di luce, si può respirare una pace senza confine. Torre Salsa è proprio questo un lembo di desolata terra dove si può respirare una pace senza confini. Rimaniamo seduti, pervasi di gioia, fino a sera.

Torniamo nel nostro paesino dove ci attende un’abbondante cena con i parenti a base di tutto!

Scala dei Turchi

La mattina successiva decidiamo di alzarci con calma e portare i miei genitori, insieme ad alcuni parenti più stretti, a pranzo fuori. Mio padre conosce un ottimo posto nei pressi di Porto Empedocle dove mangiare pesce. Forse la mangiata più pesante di questo viaggio siculo, qualità e quantità garantita, le porzioni non finiscono mai. Dopo l’abbuffata salutiamo tutti e ci dirigiamo nella vicina Scala dei Turchi.

Scala dei Turchi
Scala dei Turchi

 

La bellissima Scala dei Turchi, la ricordavo un po’ diversa, molto più selvaggia! Durante il periodo adolescenziale per arrivarci dovevo percorrere alcuni km di spiaggia a piedi e, giunti alla scala, c’erano veramente pochissime persone. Adesso sembra essere presa d’assalto, troppa gente. Questa eccessiva antropizzazione ha ed avrà un impatto negativo sul territorio. Per quello che ho visto, la chiuderei immediatamente al pubblico o perlomeno ridurrei drasticamente il flusso dei visitatori. La salvaguardia di questo pezzo di paradiso (al quale sono molto legato) è più importante che la sua trasformazione in  un’attrazione turistica. Sinceramente fa molto male guardare la Scala dei Turchi in questo stato, mi lascio andare ai vecchi ricordi sopra quella marna bianca. Il mio posto di mare preferito in assoluto…

Facciamo qualche tuffo e andiamo nella parte superiore della Scala, dove la roccia volge verso ovest e finisce con delle vere e proprie culle scavate nella marna a strapiombo sul mare. Sembra che la natura le abbia scolpite apposta per permettere al viaggiatore di mettersi comodo e mirare uno dei più suggestivi imbrunire che si possano vedere.

Scala dei Turchi sunset
Scala dei Turchi sunset

Peccato il troppo affollamento che rovina un po’ il momento, c’è veramente troppa gente. Comunque lo spettacolo è garantito! Questa lingua di argilla per me è il luogo più affascinante di tutta la costa sud della Sicilia, vedere un tramonto dalla Scala Dei Turchi è una di quelle cose che almeno una volta nella vita vanno fatte.

 

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