Annapurna Base Camp Trek – Santuario dell’Annapurna
Sono anni che sogno di viaggiare in Nepal. Quanto ho fantasticato di arrivare in queste terre orientali e perdermi nei paesaggi verticali che si avvicinano ai cieli. Mi sono ritrovato varie volte a chiedermi: “cosa si sente al cospetto dell’Himalaya, dell’Annapurna?” Adesso posso tranquillamente rispondere, semplicemente brividi di silenzio.

Atterriamo a Katmandu e dobbiamo prendere un altro aereo interno per la città di Pokhara, mi danno una collana di fiori come benvenuto e la voglio portare con me lungo il percorso. Da Pokhara ci spostiamo con le jeep fino al punto d’inizio del trekking.
Ci fermiamo a mangiare a Hile (1496 m) ed entro in contatto con il popolo nepalese.

Una signora intenta a pregare con il Mala nelle mani sembra estranea alle influenze esterne. Con gli occhi chiusi è in una sorte di trance, un mondo interiore dove il guardare lascia il posto al vedere. Una consapevolezza interna eterea, immortale. Che possa iniziare questo mio cammino.
Arriviamo al punto d’inizio del trekking che è quasi sera, camminiamo pochissimo. A Tikhedunga (1540 m) ci fermiamo nella prima Tea House che troviamo per passare la notte.
Giorno 1: Tikhedunga (1540 m) – Poon Hill (3210 m). 16,20 km – 1890 m D+/550 m D-
Entriamo nel vivo di questo cammino, cominciamo a varcare con il corpo e con la mente questi scenari nepalesi. Un’infinità di scalini risalgono foreste e boschi passando di villaggio in villaggio.
Arrivati ad Ulleri (2044 m) ci fermiamo a sorseggiare un tea caldo e finalmente si intravede l’Himalaya. La prima montagna che possiamo mirare è il bellissimo Annapurna Sud (7219 m).

Continuiamo la nostra ascesa fino a giungere nel villaggio di Ghorepani (2876 m), ci sistemiamo in una Tea House. Decidiamo di andare a vedere il tramonto da Poon Hill, una scelta molto saggia. Uno degli spettacoli più belli della mia vita.

Da Poon Hill possiamo mirare parte di queste montagne in tutta la loro magnificenza. Il Dhaulagiri (8167 m), la settima montagna più alta del mondo, domina i paesaggi da una parte e l’Annapurna Sud con il Machapuchare(6993 m) dall’altra.
Le luci del tramonto colpiscono le alte vette himalayane ed ecco che, da dietro il Machapuchare, sorge la luna. Una superluna fredda a riscaldarmi il cammino, una luce di femminile energia ed eterea bellezza si frappone fra cielo e montagna. Soltanto tu, oh luna, puoi risalire le pendici di questa sacra montagna, ove nessun uomo o donna può osare metter piede.

Oggi è il 4/12/2025 e abbiamo avuto la fortuna di assistere all’alba di questa Superluna fredda…
Giorno 2: Ghorepani (2876 m) – Tadapani (2675 m). 14,6 km – 1020 m D+/1205 m D-
Quest’ oggi la sveglia suono prestissimo, ci vestiamo e andiamo a mirare l’alba da Poon Hill. Da Ghorepani a Poon Hill ci vogliono circa 40 minuti di camminata. La prima alba di questo viaggio.
Di una prima alba tanto desiderata, i primi raggi del sole baciano le verticali linee dell’Annapurna Sud. Mi soffermo a contemplare quel fioco istante tra il caldo della luce e il gelo dell’Himalaya.

Torniamo per la colazione nella nostra Tea house e siamo nuovamente in marcia. Da Ghorepani saliamo fino alla cima di Thapla Danda (3165 m) per poi riscendere, attraverso foreste di rododendri, fino a villaggio di Deurali(2990 m).

La mia attenzione è attirata da una ragazza intenta a prepararci un tea.
Una giovane donna e il suo bambino, dai bellissimi sapori orientali, m’appaiono indaffarati nella loro baracca. Logori negli indumenti ma delicati nelle movenze. Piccoli tesori d’oriente e calde immagini nascoste nelle montagne dell’Annapurna.

Continuiamo la nostra discesa tra foreste, corsi d’acqua e piccole cascate fino ad arrivare nel villaggio di Banthati(2690 m).
Ci fermiamo per pranzo e prendo il Gundruk, una zuppa tipica nepalese con erbe che vengono prime fermentate e poi essiccate. Ha un gusto un po’ acido ma non è male il sapore.
Da Banthati raggiungiamo la fine tappa del giorno, il villaggio di Tadapani.
Giorno 3: Tadapani (2675 m) – Sinuwa (2360 m). 13,50 km – 1150 m D+/1465 m D-
Da Tadapani arriviamo a Siprong (1963 m) e ci fermiamo per vedere lo Stupa, un monumento buddista. Ruotiamo in senso orario intorno ad esso compiendo il Kora e purifichiamo la nostra anima. Un atto di profonda devozione buddista.
Continuano imperterriti gli scalini sia in salita che in discesa, attraversiamo ponti tibetani e greggi di pecore e ci fermiamo per un tea nel villaggio di Gurjung (2057 m).

Una piccola e anziana signora sbuccia fagioli con dei movimenti ripetitivi e costanti, sembra che il mondo esterno non abbia influenza sul suo lavoro. Non so quanti anni abbia, le rughe le solcano il viso modellandone le forme e gli occhi sono così infossati che non si vedono più. Ma par che il tempo non abbia scalfito il suo intento, la sua volontà. E continua a sbucciare fagioli non curante del passar delle stagioni, integra nel suo essere.
Per ora di pranzo arriviamo nel villaggio di Chhomrong (2170 m), uno dei villaggi più grandi che incontriamo. Ci sono tante attività commerciali, negozi, tea house e alimentari.

Prendo un ottimo Thenthuk, una zuppa tibetana di noodle tirata a mano e finalmente trovo il Mala buddista. Adesso posso recitare i miei Mantra.
Om Mani Padme Hum, parole sacre che uniscono il corpo e la mente all’universo. Possa questo Mantra viaggiare dal mio spirito e riecheggiare eternamente tra queste spirituali montagne, un infinito anelito di libertà.
Questi villaggi sono popolati dai Gurung un popolo Himalayano di etnia mongolo-tibetano che hanno una tradizione religiosa sia buddista che induista.

Nella parte bassa di Chhomrong c’è un Gompa Stupa con le ruote della preghiera da far ruotare mentre si gira intorno allo Stupa.
A Chhomrong compro anche la Yarchagumba, un bruco parassitato da un fungo che ha tantissime proprietà benefiche.
Da Chhomrong attraversiamo il ponte tibetano e cominciamo a salire fino ad arrivare nel villaggio di fine tappa del giorno, Sinuwa.
Giorno 4: Sinuwa (2360 m) – Deurali (3200 m). 10,60 km – 1420 m D+/580 m D-
Entriamo nel vivo di questo percorso e abbracciamo la spiritualità di questi luoghi, la sentiamo nostra.
Camminiamo tra foreste di Rododendri e bambù, ogni tanto c’è qualche scimmia che salta sugli alberi.
Tra il villaggio di Dovan (2505 m) e il vilaggio Himalya (2843 m) sorge un importantissimo sito religioso induista, uno degli Shakti Pitha dedicato ala dea Shakti.

Negli Skakti Pitha sono conservati i resti della dea e nel mondo ne esistono 51 di questi templi sparsi tra India, Bangladesh, Tibet, Pakistan, Bhutan e Sri Lanka.
Dopo aver chiesto la benevolenza alla dea, lasciamo questo luogo di culto e ci dirigiamo nel villaggio Himalaya.
Lasciato il villaggio Himalaya la vegetazione arborea comincia a scomparire per lasciare il posto a paesaggi di montagna.
Lo scroscio dell’acqua si fa sempre più forte, miriadi di cascate vengono giù dalle alte montagne.
Incontriamo una statua di Buddha e una del Guru Rimpoche, il fondatore del buddismo tibetano.

Spirituale ogni mio singolo passo in questo cammino orientale. Scopro, giorno dopo giorno, la filosofia buddista così satura di energie, di potere. Un immenso respiro che dal profondo si libra, come aria, per danzare e fondersi con tutto l‘universo.
Arriviamo nel villaggio di Deurali, la fine tappa di questa giornata.
Giorno 5: Deurali (3200 m) – Machapuchare Base Camp (3700 m). 4,60 km – 720 m D+/220 m D-
Quest’oggi decidiamo di prendercela davvero con calma e goderci a pieno i paesaggi e gli scenari che ci circondano. Dal villaggio di Deurali, l’ultimo che c’è in questo itinerario, arriviamo al Machapuchare Base Camp.

Arriviamo al campo per ora di pranzo e facciamo delle escursioni facoltative per esplorare gli areali che circondano la montagna sacra, il Machapuchare.

Come un monumento di siffatta roccia m’appare il Machapuchare dalle sue fondamenta. Soltanto il guardo può solcare le pendici e la vetta di questa sacra altura, dimora del dio Shiva. Ne traccia o impronta di comun mortale ha violato questa celestiale montagna ed io di qui la contemplo e con il sogno mi fingo sopra di essa.

Le nuvole scorrono veloci sopra le montagne e con esse il tempo, par che nel regno dei cieli il passar dei secondi sia diverso, più fluido che sulla terra. Queste rocce che mi circondano sembrano così immobili e intatte, ma quanti culti rimangono apparentemente celati tra questi altopiani. Arrivare in questi luoghi è un’esplorazione spirituale, par che entrando in questi scenari si apra una porta di conoscenza.
Giorno 6 Machapuchare Base Camp (3700 m) – Annapurna Base Camp (4130 m). 3,50 km – 430 m D+
Il momento tanto atteso, arriviamo al Campo Base dell’Annapurna e vediamo l’Annapurna I (8091 m), fino a quest’ora rimasto celato dietro le atre montagne.
Annapurna significa “colei che dà cibo e nutrimento”, è la decima montagna più alta del mondo ed è la montagna sopra gli 8000 m con il più alto rapporto tra numero di morti e numero di alpinisti giunti in vetta.

Arriviamo al campo base in mattinata e abbiamo tutto il tempo che vogliamo per esplorare i dintorni e ammirare in tutta la sua magnificenza l’Annapurna.
Dopo le foto di rito con il cartello di benvenuto del capo base e qualche tazza di tea, ci avviciniamo alla morena ed entriamo a tutti gli effetti nel così detto Santuario dell’Annapurna.
Il Santuario dell’Annapurna è un bacino di origine glaciale ad un’altitudine superiore ai 4000 m, circondato dalle montagne del Massiccio dell’Annapurna.
Costruisco un piccolo tempio con le rocce e vi lascio la mia collana di fiori di Tagetes, il mio omaggio all’Annapurna.

Maestosa bellezza fatta di neve, ghiaccio e roccia si eleva sopra gli 8000 m per meraviglia mostrare. Oh Annapurna, voglio lasciarti questa collana di fiori portata, passo dopo passo, lungo tutto il viaggio. Che possa ogni petalo danzare eternamente tra queste sacre montagne insieme ai venti e che possa ogni petalo librarsi come palpito insieme a tutti i miei passi camminati.
Si fa sera molto presto nel Santuario dell’Annapurna e ci prepariamo per vedere le luci del tramonto che si frangono sul Machapuchare.

La temperatura cala molto in fretta e durante la notte scende fino a -18 °C. Esco per andare in bagno e mi soffermo per oltre 30 minuti, non curante del freddo, a mirare il cielo stellato e le stelli cadenti.
Dormiamo qualche ora e il momento più atteso di tutto il viaggio si avvicina, l’alba nel Santuario dell’Annapurna.

Un gelido mattino di Dicembre e un cielo terso quasi invernale mi preparano ad una delle visioni più belle della mia vita. Le prime luci de mattino irradiano, come raggi, la vetta dell’Annapurna. Un’esplosione di energia riscalda nevi e ghiacci in ogni direzione e un freddo calore dipinge paesaggi e pensieri, scintillanti emozioni.
Giorno 7: Annapurna Base Camp (4130 m) – Sinuwa Bassa (2090 m). 18,5 km – 740 m D+/2780 D-
Dopo aver fatto colazione ci rimettiamo in marcia, nuovamente in cammino, e scendiamo tantissimo fino ad arrivare al villaggio di Sinuwa Bassa.
Nella Tea House dove ci fermiamo per passare la notte hanno l‘acqua calda e il bagno in camera, erano 7 giorni che non avevo un lusso del genere.
Giorno 8: Sinuwa Bassa (2090 m) – Jinhu Danda (1680 m). 8,0 km – 570 m D+/980 D-
Una giornata ricca di attività da fare. Torniamo nel villaggio di Chhomrong e proviamo il “Mad Honey”, un miele dal potere psicotropo prodotto in alveari posti a oltre 2500 metri di quota, generalmente su pareti strapiombanti.
Ci piace moto l’abitato di Chhomrong, ci fermiamo a lungo a bere tea e a rilassarci un pochino…
Da Chhomrong cominciamo la lunga discesa che ci porta fino al villaggio di Jinhu Danda la fine tappa del giorno.

A circa 30 minuti dalla nostra Tea House ci sono le terme. Rimaniamo a lungo nelle acque calde di queste sorgenti termali…
Giorno 9: Jinhu Danda (1680 m) – Kyumi (1490 m). 5,90 km – 460 m D+/650 D-
L’ultimo giorno di trekking di questo viaggio. Ci lasciamo alle spalle questi paesaggi e queste montagne, questi luoghi di là dal tempo.
Attraversiamo il ponte tibetano più lungo di tutto il percorso e ala fine del ponte c’è un cartello che dice: “ See you again Annapurna Base Camp Trek”…

Arriviamo nel villaggio di Kyumi e ci vengono a prendere con i fuoristrada per portarci nella città di Pokhara.
Leggi Anche: https://www.viaggiareconilcuore.it/salkantay-trek-prima-parte/
Per maggiori informazioni vi rimando direttamente al sito ufficiale: https://annapurnabasecamp.com
